Le nuove missioni spaziali verso Venere del prossimo decennio

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Per lungo tempo, l’esplorazione spaziale ha puntato i propri riflettori quasi esclusivamente sul freddo e arido Marte, alla costante ricerca di antiche tracce di vita. Nel frattempo, Venere, considerato il nostro “pianeta gemello” per massa e dimensioni, è stato progressivamente trascurato. Le sue temperature superficiali in grado di fondere il piombo e la sua schiacciante pressione atmosferica hanno reso ogni tentativo di esplorazione un vero e proprio incubo ingegneristico.

Una nuova sfida per la comunità scientifica 

Tuttavia, la comunità scientifica internazionale è oggi pronta a raccogliere nuovamente la sfida. All’inizio degli anni ’30, una nuova e sofisticata flotta di missioni spaziali tornerà a solcare le letali nubi venusiane, con l’obiettivo di svelare i segreti perduti di questo mondo infernale.

La missione VERITAS della NASA: mappare il suolo di Venere

Uno dei progetti più ambiziosi approvati di recente dalla NASA è la missione VERITAS (Venus Emissivity, Radio Science, InSAR, Topography, and Spectroscopy). Questo orbiter di ultima generazione non tenterà un atterraggio suicida sulla superficie, ma utilizzerà un potentissimo sistema radar ad apertura sintetica per “vedere” attraverso la fitta e impenetrabile coltre di acido solforico che avvolge il pianeta.
L’obiettivo principale di VERITAS è realizzare una mappatura topografica in 3D ad altissima risoluzione di quasi tutta la crosta di Venere. Gli astrofisici sperano di scoprire se il pianeta sia ancora geologicamente attivo, se presenti vulcani in eruzione e se la sua complessa geologia nasconda le prove inconfutabili di antichi oceani d’acqua liquida ormai evaporati a causa delle temperature estreme.

DAVINCI: un tuffo nel cuore dell’atmosfera tossica

Ad affiancare la mappatura orbitale ci sarà DAVINCI (Deep Atmosphere Venus Investigation of Noble gases, Chemistry, and Imaging), un’altra straordinaria e rivoluzionaria sonda targata NASA. A differenza del suo compagno di flotta, DAVINCI sarà a tutti gli effetti una missione di discesa.
La navicella madre rilascerà una speciale capsula sferica in titanio, progettata per resistere il più a lungo possibile alle estreme condizioni del pianeta. Durante la sua caduta libera della durata di circa un’ora attraverso l’atmosfera venusiana, la sonda campionerà costantemente i gas circostanti, misurandone l’esatta composizione chimica, la pressione e i picchi di temperatura. Prima di schiantarsi inevitabilmente al suolo (o di venire distrutta dalla pressione atmosferica), catturerà anche le prime e nitidissime immagini del misterioso paesaggio montuoso noto come Alpha Regio, offrendo scatti ravvicinati e inediti del suolo di Venere.

Il contributo europeo con la sonda EnVision

Anche l’Europa farà la sua parte in questa entusiasmante “corsa a Venere”. L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha infatti messo in cantiere la sonda EnVision, il cui lancio è attualmente previsto per i primissimi anni ’30.
Operando in stretta sinergia tecnica e scientifica con la NASA, EnVision adotterà un approccio olistico e profondo, studiando il pianeta dal suo nucleo interno fino agli strati più alti e rarefatti dell’atmosfera. Utilizzando una suite di sofisticati spettrometri e radar di penetrazione del suolo, la sonda europea cercherà di comprendere le dinamiche e le interazioni tra la superficie rocciosa e i gas tossici, aiutando i planetologi a capire esattamente quando e per quale motivo il clima di questo pianeta è degenerato nel catastrofico effetto serra che osserviamo oggi.
Una riproduzione creata con l’intelligenza Artificiale su come potrebbe essere la superficie di Venere
Il passato di Venere è il futuro della Terra?
Ma per quale motivo le agenzie spaziali stanno investendo così tante risorse per esplorare un pianeta apparentemente morto e inospitale? La risposta, sorprendentemente, risiede nel nostro stesso destino. Comprendere come Venere sia passato dall’essere un pianeta potenzialmente abitabile (forse dotato di mari e clima temperato) a una gigantesca fornace cosmica è un passaggio fondamentale per studiare l’evoluzione a lungo termine del clima terrestre. Le scoperte di VERITAS, DAVINCI ed EnVision non solo riscriveranno i libri di astronomia, ma potrebbero fornirci avvertimenti cruciali e preziose lezioni sul delicatissimo futuro climatico della nostra stessa Terra.
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